“Aphar: the origin of life”

2015 Fotografia

#Tematica: Indagine sull’origine della vita sulla terra, relazione Uomo Universo











“Ho chiamato questa serie di foto Aphar che significa sia respiro che cenere, significa inizio e allo stesso tempo fine e per me ancora inizio e ancora ciclo.
Credo ci sia una dimensione che è allo stesso tempo acqua e spazio infinito, profondità e immensità, governatadall’impermanenza,
dal divenire. Come è nata la vita sulla terra? Mi sono imbattuto
in questa Teoria che suppone la pomice come culla della vita.
Ho chiesto all’astrobiologo Sean McHanon (NASA Ames Research Center, USA e Co-director, UK Centre for Astrobiology)
di scrivere un testo sia sulla teoria della pomice che sul mio lavoro.”


Giuseppe La Spada

“La Pomice e' una roccia vulcanica, una tipologia di lava pietrificata coperta di buchi, che si formo' rapidamente quando
i gas si espandettero durante delle eruzioni.
Sono i fori a rendere la pomice cosi' leggera da poter galleggiare nell'acqua.

A volte, le eruzioni vulcaniche producono enormi zattere di pomice che vagano per i mari, fino a che i fori si riempiono dalle incrostazioni di alghe e batteri, facendo affondare le pomici.
Per cui, dopo pochi anni dopo l'eruzione, la pomice viaggia attraverso diversi ambienti dal caldo del vulcano alla superficie dell'oceano, fino agli abissi.
Questa e' la ragione per cui abbiamo piu' volte suggerito che la pomice abbia giocato un ruolo importante nelle origini della vita, fornendo un'ampia superficie combinata - l'ampio numero di piccoli compartimenti (i fori) che, riempita di minerali catalitici, ha
attraversato i diversi contesti psico-chimici differenti che hanno contribuito alla creazione.”



“Vedo nel lavoro di Giuseppe l'energia, il dinamismoe la fragilità della vita contrastata dal desolato, crudele silenzio dello spazio che ci circonda. L'universo che ci ha creati ci è anche estremamente ostile.
La vita è emersa da forze mortali: acque profonde e rocce fuse".



Sean McMahon
(NASA Ames Research Center, USA e Co-director, UK Centre for Astrobiology)


Foto realizzata sott'acqua senza nessuna post produzione, solo correzione colore.



ENG

Aphar means breathe as well as ash,
beginning as well as ending and for me
new beginnings and new cycles.
I believe there is a dimension that is both
water and infinite space, depth and immensity,
ruled by the impermanence,
by the becoming.
Giuseppe La Spada

Pumice is a volcanic rock, a kind of frozen lava peppered with little holes, which formed when gases expanded rapidly during an eruption. These holes make pumice so light that
it can float on water. Sometimes volcanic eruptions produce huge rafts of pumice that float around on the sea until the holes are filled by encrusting algae and bacteria (or chemical slime), causing them to sink. Thus, in the few years after it erupts, pumice can
travel through many environments, from the hot volcano to the surface of the ocean and finally the seafloor. This is why we have suggested that pumice may have played a role in the origin of life, by providing a large number of tiny compartments (the holes) with a
large combined surface area, often lined with catalytic minerals, and by passing through a series of different physicochemical conditions, each with its own contribution to make.

I see in Giuseppe's work the energy, dynamism and fragility of life contrasted with the bleak, cruel silence of the space that surrounds us. The universe that created us is also extremely hostile. Life emerged from deadly forces: deep water and molten rocks.

Sean McMahon
(NASA Ames Research Center, USA e Co-director, UK Centre for Astrobiology)


This picture was taken underwater, no postproducion, only color correction.











Mostre:2015

2015 “La Triennale di Milano” 2016 “Mia Photo Fair” Milano
2016 “Seaport South Street Museum” New York
2016 “Luisa Catucci Gallery” Berlin
2017 “Museo Oceanografico” Monaco
2023 “Museo Arte Contemporanea” Alcamo
2023 “Centro Internazionale di Fotografia Letizia Battaglia” Palermo
2024 “Palazzo della Cultura” Catania
2024 “Istituto italiano di Cultura” Belgrado